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Il Ramadan, mese di digiuno musulmano
Il mese di Ramadan è il nono del calendario islamico, reso sacro dall’Islam per il fatto che è: "Il mese in cui fu rivelato il Corano come guida per gli uomini e prova chiara di retta direzione e salvezza" (Sura II, v. 185). Poichè il calendario islamico è composto da 354 o 355 giorni (10 o 11 giorni in meno dell'anno solare), il mese di Ramadan di anno in anno cambia tutte le stagioni. È un mese di digiuno, di purificazione, ricco di grazie, durante il quale, in una delle sue ultime notti dispari, detta Lailatu l-Qadr (notte del destino), le porte del cielo sono più dischiuse. L’Inviato di Dio disse: «Quando arriva il Ramadan vengono aperte le porte del Paradiso, e chiuse quelle del Fuoco, e i demoni vengono legati».
Il digiuno (sawm) costituisce il quarto dei Cinque pilastri dell'Islam. Nel corso del mese di Ramadan i musulmani praticanti debbono astenersi - dall'alba al tramonto - dal bere, mangiare, fumare e dal praticare attività sessuali. Non bisogna inoltre litigare, né mentire né calunniare. Nella prova del digiuno l'uomo obbedisce a un ordine divino; egli impara a tenere sotto controllo i suoi desideri fisici e supera la sua natura umana. Elevato è il significato spirituale del digiuno: gli si attribuisce, ad esempio, la dote di insegnare all'uomo l'autodisciplina, l'appartenenza ad una comunità, la pazienza e l'amore per Dio. Le donne incinte o che allattano, i bambini e i malati cronici sono esentati dal digiuno e dovrebbero al suo posto, secondo le loro possibilità, fare la carità, come ad esempio nutrire le persone bisognose indipendentemente dalla loro religione, gruppo etnico o dalle loro convinzioni. Le donne durante il ciclo mestruale o le persone in viaggio non devono digiunare, ma lo possono rimandare. Il digiuno non è valido se non è preceduto dalla niyyah (intenzione). Dopo la pronuncia della niyyah, quando incomincia ad albeggiare, ha inizio il digiuno, che termina al tramonto del sole e l’astinenza viene interrotta mangiando dei datteri o bevendo dell’acqua, come vuole la Sunnah del Profeta. L’interruzione (iftar), per tradizione viene preceduta da una breve preghiera. Dopo la preghiera rituale della sera si usa fare una speciale preghiera notturna piuttosto lunga detta Tarawih. La rottura involontaria del digiuno non comporta nessuna sanzione, purché si riprenda subito dopo averne preso coscienza. In caso di interruzione consapevole, bisogna rimediare con l’offerta di un pasto a un certo numero di musulmani bisognosi, oppure dare l’equivalente in denaro; diversamente bisogna digiunare per sessanta giorni. La legge stabilisce che per dichiarare iniziato il mese del Ramadan non basta il solo calcolo, ma dovrebbero esserci testimoni oculari e affidabili che dichiarino di aver visto la luna. Con il sorgere della luna nuova del mese di Shawwal ha termine il mese di Ramadan e con esso finisce l'astinenza ed inizia 'Id al-Fitr, la festa della rottura. Varie le ricorrenze del mese festeggiate o commemorate dai musulmani. Il giorno 6 infatti sarebbe nato il nipote di Muhammad, al-Husayn ibn ‘Alī. Il giorno 10 sarebbe morta la prima moglie del Profeta, Khadīja bint Khuwaylid. Il giorno 17 sarebbe stata vinta la battaglia di Badr. Il giorno 19 sarebbe stata conquistata dai musulmani la città della Mecca. Il 21 sarebbero morti ‘Alī ibn Abī Tālib e il suo discendente, l'Imam sciita ‘Alī al-Ridā.
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